Eccoci di nuovo a spasso per l’Italia alla ricerca di castelli in cui respirare la lunga e complessa storia italiana. Oggi siamo a Napoli! Se visitate la famosa e bella città della regione Campania, nel Sud della penisola, ricca di cose splendide da vedere, non potete perdervi uno dei suoi simboli: Castel Nuovo, più conosciuto con il nome di Maschio Angioino.
La costruzione del Castel Nuovo risale al 1279, sotto il regno di Carlo I d’Angiò. Il castello aveva una posizione strategica all’epoca e per questo motivo non è stato solo una residenza reale, ma anche una fortezza.
Durante il regno di Roberto d’Angiò il Castello fu un centro di cultura che ospitò famosi artisti, medici e letterati, fra cui Giotto, Petrarca e Boccaccio.
Dopo gli Angioini arrivarono gli Aragonesi con Alfonso I che, seguendo la scelta degli originali costruttori e proprietari del castello, decise che questo sarebbe stato la sua dimora reale. Non solo, Alfonso decise anche di iniziare dei lavori di ricostruzione e fece innalzare all’esterno, fra la Torre di Mezzo e quella di Guardia, il grandioso Arco di Trionfo per celebrare il suo vittorioso ingresso nella città di Napoli.
Le modifiche fatte dagli Aragonesi hanno cambiato l’aspetto di Castel Nuovo che ha perso gran parte del suo carattere residenziale per diventare una vera e propria massiccia fortezza.
Alla fine del XV secolo anche gli Aragonesi lasciarono Napoli che venne governata prima, per un breve periodo, dai Francesi e, poi, da spagnoli ed austriaci. Per più di 200 anni Castel Nuovo fu usato esclusivamente come struttura militare e vennero fatte altre modifiche.
Nel 1734 Carlo III di Borbone sconfisse l’Imperatore Carlo VI e così Napoli e il suo castello cambiarono di nuovo padrone di casa. Il castello venne circondato da fabbriche di ogni genere, depositi e abitazioni.
Solo nei primi 20 anni del XX secolo il Comune di Napoli iniziò dei lavori per isolare la struttura del Castello dalle altre, perché si rese conto del grande valore storico della fortezza e della necessità di recuperare la piazza che originariamente aveva di fronte.
Ovviamente, come tutti i castelli, il Maschio Angioino ha dei sotterranei: uno, chiamato “fossa del miglio” e l’altro denominato “prigione della congiura dei baroni”. Quest’ultima prende il nome dal suo contenuto; infatti, quando i visitatori entrano, si trovano di fronte quattro bare senza alcuna iscrizione e che contengono i resti mortali di quattro nobili che avevano partecipato ad una congiura della fine del ‘400.
Va bene, penserete, interessante tutto ciò…ma non c’è neanche una piccola goccia di mistero e leggenda in questo castello???
La risposta sta nella mia convinzione che non esista nemmeno un angolo d’Italia dove non possiate trovare una leggenda! E, quindi, ovviamente anche questo castello nasconde una storia a cavallo tra storia e superstizione! E questa storia ha a che fare proprio con la prima parte dei sotterranei, ovvero con la “fossa del miglio”.
Quest’area prende il nome dall’uso che aveva in origine: serviva, infatti, come deposito di grano. Gli Aragonesi iniziarono poi ad usarla anche come prigione per coloro che venivano condannati alle pene più dure.
Ma qualcosa di molto strano iniziò ad accadere: i prigionieri, una volta rinchiusi nelle prigioni, iniziarono a scomparire misteriosamente. Nemmeno le guardie sapevano spiegarsi l’accaduto. Decisero quindi di aumentare la sorveglianza per scoprire come fosse possibile che i prigionieri scomparissero nel nulla senza lasciare tracce!
Le indagini alla fine portarono alla soluzione del mistero: era tutta colpa di un coccodrillo che aveva trovato il modo di entrare nel castello. La bestia entrava, catturava il poveraccio di turno e lo trascinava con sé in mare!
Per uccidere il coccodrillo usarono come esca un’enorme coscia di cavallo; una volta morto, l’animale venne impagliato ed appeso sulla porta d’ingresso al Castello dove è rimasto per secoli.
Per anni molti hanno creduto che la storia fosse solo frutto della fantasia popolare che aveva creato un racconto per dare un contesto al rettile impagliato del castello.
Ma… sorpresa! È tutto vero! Il coccodrillo impagliato è stato rimosso dal castello ed ha passato 150 anni chiuso in museo di Napoli dove recenti studi sul suo DNA hanno confermato che si trattava di un esemplare proveniente dall’Egitto e vissuto tra il 1296 e il 1419.
Stavolta la scienza ha, insomma, confermato la leggenda!!
